il principe azzurro è gay

e, in ogni caso, non ti si filerebbe.

Sono rincasata da 24 ore, aperitivo, saluti, piccolo giro nel murattiano. Solite spese rapide (ballerine da borsetta, matita nera a 1.95, gloss a 2.95). Aspetto la compagnia per la serata all’angolo dei due Corsi. Mi passa davanti un tir con su scritto “il principe azzurro è gay” in arial tutto maiuscolo, nero su bianco. Concentrandomi, attorno al tir ci vedo una ragazza, meno che diciottenne.

Muovo tre passi e stesso tir, ma con fondo fucsia.

Il fenomeno inizia a preoccuparmi finché non incontro le mie amiche che svelano l’arcano: i commercianti con gli occhi a mandorla baresi stanno cercando (loro, notoriamente paritari nei sessi al paese loro) di impiantare quaggiù un po’ di sano femminismo. E hanno pensato di conquistare quella fetta di mercato composta da ragazze inacidite da continui rifiuti, mandria di volpi troppo basse per l’uva. Che, irrimediabilmente, diventa omosessuale.

Ah, beh. Ce voleva sta botta di autostima indipendentista per roiti massacrati da anni di Uomini&Donne.

Diobon, se non ti piglia non è che è gay, è che tu sei cessa.

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Informazioni su mursie

Quando avevo vent'anni credevo che mi sarei salvata. Nei propilei dei trenta mi sono resa conto che sta andando tutto bene. E che uso parole come propilei senza provare vergogna alcuna.
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