velluto blu e diazepam

 

avvertenza: questo post non ha molto senso, sembrava averne uno quando ci ho pensato, l’ha perso strada facendo. Isabella Rossellini prima o poi deve aver superato la rottura con David Lynch.

Ci sarà stato l’amico sensibile che le avrà detto “Isa, sei bellissima, non buttarti giù, sai quanti ne trovi”?

No, dico, questa frase spaventa. Io capisco quel folle che può averlo detto alla geneticamente perfetta Rossellini, dio hai metà del sangue di Ingrid Bergman (nel 1991 era ancora poco evidente il lato paterno di corredo genetico). Capisco che ci provi a tirarla su una che è stata per 5 anni con un GENIO PURO, e che magari le dici una cazzata (perché ditemi voi come si fa a sostituire Lynch con un attoruncolo qualsiasi, bello si, ma qualsiasi uomo in confronto è inferiore, o è Woody Allen).

Ma io, giuro, non comprendo il motivo per cui anche noi comuni mortali dobbiamo essere consolati in questo modo. Perché se una di noi ha la sfortuna di essere mollata, rifiutata, allontanata, presa per i fondelli o che altro, debba prima o poi sentirsi dire “sei una bella ragazza, ne troverai tanti altri”.

Prima di dare aria alla cavità orale il consolatore ha mai il dubbio che:

1. non passi neanche lontanamente per la testa di una ragazza appena bruciata di tornare a mettere le mani sui fornelli ( urlando, faccia rossa e pasticciata di moccio e lacrime – io non ne voglio sapere niente più di quegli stronzi!)

2. meno che mai si abbia l’aspirazione di trovare un bradipo semilobotomizzato che si innamori di lei per la sua tanto decantata bellezza (-pe..pensi –tira su col naso– che lui stesse con me solo perché mi trovava carina?)

Questo perché? Ah, si. Ho trovato questa foto stupenda e dovevo assolutamente umanizzare questa coppia, o almeno uno dei due, e dopo una breve ricerca ho scoperto che le stelle non stanno a guardare: lei ci è stata male davvero, al punto di dover andare in terapia.

Presupposto che io stia parlando per via teorica e stia generalizzando: non sarò la Rossellini, ma neanche tu t’avvicinavi molto a David Lynch.

 

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Informazioni su mursie

Quando avevo vent'anni credevo che mi sarei salvata. Nei propilei dei trenta mi sono resa conto che sta andando tutto bene. E che uso parole come propilei senza provare vergogna alcuna.
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Una risposta a velluto blu e diazepam

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