Così splendido e vero da potervi ingannare

Prendo a prestito per la seconda volta nella mia carriera questo verso di de andrè (la prima volta l’ho inciso su un pezzo di metallo).

Avevo intenzione di scrivere un post sul mondo 2.0 e sull’alterazione della realtà, su me che sono una vile avvilita svilente puttana con pruriti orali e vaginali ed un passato e presente indiscutibilmente banali e provinciali. Poi mi sono fatta pena da sola, ho deciso di sospendere il boicottaggio del sabato sera (è da dicembre che non metto piede fuori casa di sabato) e forse anche di lavarmi e truccarmi.

E no, non metterò i soliti jeans.

Non ho scritto più quel post perché non ne vale la pena, nel vero significato dell’espressione. C’è poco di più inutile che lavare la testa ad un asino (le uniche due cose più inutili sono: cercare di cavare fuori una frase carina al tizio e sperare che si doti di un numero di telefono), soprattutto se quell’asino ha deciso di non voler sentire ragione alcuna e di insistere con la sua campagna diffamatoria e rancorosa della quale, ad oggi, non si è capito il motivo reale.

Quindi questo post, che, ripeto, non racconterà quanto sia triste e demotivante il gossip fine a sè stesso, è sulla relatività della realtà e sulla necessità di imperfezioni e sbavature nelle cose belle da togliere il fiato.

Che senso avrebbe passare un periodo positivo (il primo in circa un anno?) se non puoi affrontare ogni giorno la solita tiritera di pettegolezzi da sedare, treni da perdere e sonni perduti?

Quindi dico no alla realtà cinematografica, ai lunghi piani-sequenza strappalacrime, al fumo delle stazioni, ai rossetti perfetti e all’uomo pettinato. E dico no alle dichiarazioni d’amore, all’amore, alla taglia 38 (ma anche alla 42), ai fiori, e caramelle non ne voglio più.

Estremamente estremista voglio il sangue, lo stomaco e i graffi sui fianchi, il menefreghismo a targhe alterne e il non avere recapiti, i dilemmi morali e il diritto di avere 15 anni ogni volta che ne ho bisogno, la tosse e i brividi di freddo.

E ditemi che così è meno splendido? Sicuramente è reale.

nb: in questo post si è parlato ad minchiam (o random, fate voi) perché ho le idee poco chiare. Forse dovrei starmi zitta.

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Informazioni su mursie

Quando avevo vent'anni credevo che mi sarei salvata. Nei propilei dei trenta mi sono resa conto che sta andando tutto bene. E che uso parole come propilei senza provare vergogna alcuna.
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