Senza sapere come. Ovvero: dialogo tra una donna ed alcuni oggetti.

Quando entrai nella sua stanza ogni cosa avrebbe potuto parlarmi di lei. Ma non lo fece. Mi trovai ad interrogare carte geografiche e fotografie, ninnoli, vestiti e scarpe, chiesi persino ad una lampadina. Scena muta.
Poi una voce, una maledetta sirena che mal dissimulava i suoi intenti, incapace di celare l’omicidio, vogliosa di ammaliare.
L’unica a parlare era stata una tela con lunghe pennellate verticali blu e verdi. Scure e materiche, rapide e secche. Finalmente qualcosa aveva risposto alla mia curiosità. E mi rispondeva più femmina che mai.
A femmina si risponde femmina: non c’é spazio e ragione per altre argomentazioni.

Andai a dormire ignorando il resto.

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Informazioni su mursie

Quando avevo vent'anni credevo che mi sarei salvata. Nei propilei dei trenta mi sono resa conto che sta andando tutto bene. E che uso parole come propilei senza provare vergogna alcuna.
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