ispirazioni

Apparentemente sparse. Se ci si trova il filo, mi si faccia uno squillo e me lo di spieghi con calma. Alla cortese attenzione della mia analista:

Letture:

Paule l’interruppe d’un gesto: – Non hai bisogno di far la persona educata, con me. – Le mani posate sulle ginocchia, gli occhi fissi, il busto eretto, ella aveva l’aria di una calma sibilla. – Io non mi sono mai sognata di rinchiuderti nl nostro amore. Tu non saresti più tu se non desiderassi orizzonti nuovi, alimenti nuovi. – Si chinò in avanti e posò su di lui il suo sguardo fisso: – Mi basta d’esserti necessaria.

(Simone De Beauvoir_ I Mandarini)

Ascolti:

Ho sbagliato tante volte ormai che lo so già
che oggi quasi certamente
sto sbagliando su di te ma una volta in più
che cosa può cambiare nella vita mia…

I’m the pain you tasted, fell intoxicated





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Informazioni su mursie

Quando avevo vent'anni credevo che mi sarei salvata. Nei propilei dei trenta mi sono resa conto che sta andando tutto bene. E che uso parole come propilei senza provare vergogna alcuna.
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Una risposta a ispirazioni

  1. beatexplosion ha detto:

    Oh! Finalmente! Torno a leggerti!
    Perdona l’esclamazione ma, sono contenta. Non credo di poter trovare un filo logico alle tue ispirazioni ma penso, suppongo di poterne aggiungere un’altra piccole ed infinitesimale se permetti:

    “Parlava e pensava che, ecco, era lì sul punto di recarsi ad un appuntamento d’amore, e nessuno, nessuna anima viva lo sapeva, né probabilmente lo avrebbe mai saputo. Egli aveva due vite: una in piena luce, che vedeva e conosceva chiunque volesse, vita piena di verità e menzogne convenzionali; e un’altra che si svolgeva in segreto. E per una strana coincidenza di circostanze, forse casuale, tutto ciò che era per lui importante, interessante, indispensabile, tutto ciò ch’egli aveva in sé di sincero e di schietto, e formava come il cuore della sua vita, ecco, rimaneva ignorato dagli altri. Al contrario, quel che era menzogna, e l’involucro per così dire cui si copriva – il suo impiego alla banca, ad esempio, le sue discussioni al circolo, i suoi «esseri inferiori», le sue comparse in società con la propria moglie – tutto questo era in piena evidenza. Giudicò gli altri da se stesso, diffidando di ciò che vedeva, e dicendosi che il «velo del mistero», come i veli della notte, copre sempre negli altri la vera vita, quella che conta. Ogni esistenza particolare riposa sul mistero; e forse è un po’ la ragione per cui ogni persona perbene tiene tanto a che si rispettino i suoi segreti.”

    La Signora col Cagnolino – Anton Pavlovic Cechov

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