Nero su bianco Natale – 2009

Il post natalizio del signor D e mio. Il signor D, ovviamente, in azzurro, io in arancio.

Non sembro felice.

Stanno provando a levarci anche il Natale, a buttarlo in caciara.
So che sto scrivendo a un pubblico, ma prima di tutto parlo con Te, con la persona che più di tante altre ha a cuore il valore di questa festa e che soffre nel vedere la corsa al regalo, al consumismo, al lavaggio collettivo del senso di colpa.

Alla tradizione post-fordista e pre-psicotica del Dicembre occidentale, quest’anno si aggiunge anche una sorta di catarsi al negativo.
Attorno a noi vedo un altro delirio, quello dell’attualità. E penso.

Penso che dovrei iniziare a preoccuparmi, perché, volendo banalizzare, “ci stanno togliendo tutto”. Le energie, la voglia di aiutare gli altri, il futuro, la coscienza, la decisione. Anche le illusioni.
Tutto.

E’ vero, forse ci stanno togliendo tutto, ci stanno dicendo di farci i cazzi nostri, di essere individualisti. E ce lo stanno dicendo in tanti. I politici, i nostri simili, i genitori, i professori, gli amici, i nemici.
Tutti ci dicono tutto. Non si capisce più niente.

E invece lo sono.

Nella pratica, invece, quella catarsi negativa è energia che si libera, che finalmente confluisce e va nel posto dove deve stare.

Ci stiamo riappropriando di una dimensione nostra, solo nostra. Ci stiamo impegnando nella costruzione di una casa, di un focolare, di un progetto.

Sto imparando a dire no. A farmi rispettare, e quindi a rispettare te. A riconoscere la cattiveria, e a dividerla dal resto dei sentimenti umani.
Sto scoprendo quanto piccolo e fragile io possa essere.

Nello svalutare il prossimo, lo sto rivalutando. Nello scoprire quanto merda è, capisco anche che è furbo molto più di me.

E’ vero, forse ci stanno togliendo tutto. Ma ci stanno togliendo le cose inutili. Quelle zavorre che ci portavamo addosso, che ci appesantivano il cammino in cambio di un’illusione di inattaccabilità.

Ora sono nudo, bagnato, debole. Rischio. Ma se sono attaccato, ora posso correre. Non perdo tempo in cose stupide. Riuscirò ad imparare a godermi il sole, il vento, la noia. Sentimenti umani e splendidi, che temevo di non saper più riconoscere.

Non ci sarà mai più un anno così, perché questo ha avuto elementi irripetibili.

E se questo finale potrebbe essere l’inizio della fine di mondi paralleli, a noi così vicini quanto irrimediabilmente in allontanamento, a me puzza tanto di miracolo finale, che lo completa e lo consegna alla nostra, meravigliosa, storia.

È passato un anno da Nero su bianco Natale 2008. Avevamo parlato ognuno della propria percezione di questa festività, di questo periodo, di questo stato dell’anima.

Ora è cambiato tutto. Tu puoi parlare del mio Natale, io posso parlare del tuo e siamo certi di non sbagliare, conosciamo esattamente i sentimenti che non appartengono a noi stessi ma al Noi nell’altro.

Parafrasando il tema della puntata natalizia di Cose dell’altro mondo (si, perché quest’anno Noi abbiamo un progetto nostro, un microfono e due cuffie) nel 2009 la terra è stata piatta: nessun  grande evento nel mondo, nessuno sconvolgimento, nessuna scoperta, niente di eclatante ed emozionante che coinvolgesse almeno un quinto degli abitanti di questo pianeta.

Quest’anno passato la terra ci è sembrata, piuttosto, Italiacentrica, Baricentrica magari.

Una sfida enorme, l’appuntamento elettorale. La tua, la vostra determinazione. La mia passionalità sempre di traverso. La vittoria, la tua soddisfazione, quella di tutti. E poi

i successi personali, i successi del gruppo, i giornali, le interviste, le foto, i servizi tv, gli opinion leaders, gli opinion makers, le pizze e i caffè, le cene e i concerti, le offerte di lavoro, le scelte importanti, gli esami che non finiscono mai, il mare, le ore in macchina, i concerti, il mare, gli amici che contano. Il successo.

Nel bilancio dei sentimenti e delle sensazioni, non si sa perché, ci siamo scambiati il ruolo. Io mi porto dentro cartoline meravigliose, colorate e che profumano di pizza ben cotta. Tu insegnamenti per il futuro.

La magia che tu chiami miracolo è che insieme abbiamo raccolto il meglio da quest’anno, persino da questi giorni di inculate e indecisioni, smentite e proclami. Indifferenti, stiano tranquilli ai piani alti, non lo saremo mai, al massimo diventeremo più prudenti. Sicuramente più forti.

I mattoncini crescono in numero e un cartone animato ci canta che non importa quello che vuoi, ma ciò di cui hai bisogno. Buon Natale, qualsiasi cosa sia, Signor D.

Non c’è più fila davanti a Vuitton e ne sono intristita.

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Informazioni su mursie

Quando avevo vent'anni credevo che mi sarei salvata. Nei propilei dei trenta mi sono resa conto che sta andando tutto bene. E che uso parole come propilei senza provare vergogna alcuna.
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4 risposte a Nero su bianco Natale – 2009

  1. robba ha detto:

    siete voi due la magia.
    vi voglio bene

  2. pussycat86 ha detto:

    grazie …SIETE bellissimi, fate sognare

  3. beatexplosion ha detto:

    Ed io vi leggo sempre trattenendo il respiro. Ariauguri ragazzi, di cuore.

    Vostra Stef :)

  4. Kiavik ha detto:

    ma dopo tutto ciò, non ho capito, il regalo ve lo siete fatto o no? è uscito niente?

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