undici settembre, undisci. Un’altra vittima?

L’Amore sta assiso sul cranio

dell’Umanità

e da quel trono profano,

con riso sfrontato,

soffia gaio delle bolle rotonde

che s’innalzano nell’aria,

quasi a raggiungere i mondi

al fondo dell’etere.

Il globo fragile e luminoso

prende un grande slancio,

scoppia e sputa la sua anima gracile

come un sogno d’oro.

Odo il cranio, a ogni bolla,

gemere e pregare:

“Quando finirà

questo gioco feroce e ridicolo?”

Perché quel che la tua bocca crudele

sparpaglia nell’aria,

mostro assassino, è il mio cervello,

il mio sangue, la mia carne!”

lui, Charles Baudelaire.

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Informazioni su mursie

Quando avevo vent'anni credevo che mi sarei salvata. Nei propilei dei trenta mi sono resa conto che sta andando tutto bene. E che uso parole come propilei senza provare vergogna alcuna.
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