Brucia, brucia

Photograph: Milos Bicanski/Getty Images

Photograph: Milos Bicanski/Getty Images

Alla periferia di Atene fa caldo, caldissimo. Centinaia di abitanti stanno cercando di salvare le proprie case dall’impeto delle fiamme. Il vento ci mette del suo.

Mi chiedo cosa succederebbe se le fiamme, in questa circostanza o in altre, dovessero mangiare quel che resta dell’acropoli, distruggere il nuovissimo museo archeologico, annerire le colonne, i fregi, le cariatidi.

Poi, ho trovato questa fotografia (in realtà è arrivata nella mia casella mail stamattina, britannicamente puntuale): l’acropoli, per ora sta bene e, mettendoci una buona dose di cinismo, da lassù si gode di un panorama decisamente suggestivo.

Due minuti di silenzio per i 120000 ettari di foresta vergine distrutti dalle fiamme.

Ad Atene fa caldissimo, ma Poseidon, quando serve, dov’è?

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Quando avevo vent'anni credevo che mi sarei salvata. Nei propilei dei trenta mi sono resa conto che sta andando tutto bene. E che uso parole come propilei senza provare vergogna alcuna.
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