Lungo la schiena c’è un filo che disegnasti per me

Leggero, amore mio, scivola lasciando un rigo caldo sulla pelle. Lumachina senza coccio, la casa siamo noi due. Lumachina senza antenne, orientiamoci con il calore dei nostri respiri. La linea che mi disegni addosso, tatuata senza dolore, resta impressa seducente e rassicurante: entra nella carne, arriva alle ossa, scuote il cuore.

Brividi.

E non mi importa del vento freddo, né della pioggia: resto nuda davanti a te così come voglio che tu mi conosca, sulla nuda tela si dipinge meglio.

parole, cap. I

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Informazioni su mursie

Quando avevo vent'anni credevo che mi sarei salvata. Nei propilei dei trenta mi sono resa conto che sta andando tutto bene. E che uso parole come propilei senza provare vergogna alcuna.
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