Origliavo distrattamente e mi sono commossa

Viaggiare in autobus a volte può regalare dei momenti che, da soli, ti fanno dimenticare che quel cavolo di elefantone blu è in ritardo di mezzora o che se chiedi all’autista di abbassare il volume (che radio kisskiss fa cacare) quello lo alza.

Rumore di spada laser. Temevo fosse il solito imbecille che gioca con la suoneria del cellulare (il peggiore è quello che fa partire il fischio spaccatimpani).  Già stavo per alzarmi per urlare contro il microcefalomicrotuttoilresto e mi accorgo che si trattava di una vera spada laser. Oddio no, non c’era Luke Skywalker ne tantomeno Ian Solo. C’era un puffo sgambettante seduto in prima fila accanto al papà. La spada laser era evidentemente un acquisto freschissimo e mi stavo ormai affezionando al suono metallico e già immaginavo mani che volano, urla, respiri affannosi “lukeiosonotuopadre”. Mi siedo tranquilla tentando di isolarmi ma, capperi, la radiolina aveva le pile scariche. Sento il papà del puffo che dice ad una signora: “sa, è il suo primo viaggio in autobus. All’andata siamo venuti con il treno perchè non era mai stato su un treno, adesso torniamo con l’autobus”. Che la forza sia con te, puffo.

Dopo un paio di fermate avevo l’ipod nelle orecchie, sperando che la batteria resistesse fino al mio ridente paesello. Sale una ragazza, i sedili erano tutti occupati. Si ferma a metà bus, appoggiandosi come meglio poteva per non capitolare alla prima frenata (gli autisti sudest hanno la guida sportiva). Un ragazzone grande e biondo, che poteva essere il gigante buono della pubblicità dei Flauti (che a me non piacciono), le sorride e si alza offrendole il posto che lei accetta non prima di un infinito scambio di “ma no” “sto  bene così” “ti prego, se non ti siedi mi offendo”. Esistono, i bravi ragazzi esistono ancora. Io che temevo si fossero estiniti con i dinosauri.

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Informazioni su mursie

Quando avevo vent'anni credevo che mi sarei salvata. Nei propilei dei trenta mi sono resa conto che sta andando tutto bene. E che uso parole come propilei senza provare vergogna alcuna.
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2 risposte a Origliavo distrattamente e mi sono commossa

  1. uno sconosciuto ha detto:

    basta dargli tempo e modo. i bravi ragazzi sono timidi, non si mostrano, non voglio apparire, forse per questo si notano meno. :)

  2. Fabio Erasmo ha detto:

    Ciao, ogni tanto capito nel tuo spazio. Questo post è molto bello, è stato molto piacevole da leggere. Complimenti per lo stile!

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