Bike sharing o bicincittà o Mursie a piede libero

Avviso tempestivo di un amico : Maru, da domani credo che potrai andare a fare la tessera per il bike sharing. Grazie amico, ti voglio bene! (a proposito, io ho votato per Decaro come ambientalista dell’anno, voi no?)

Mi sveglio contentissima, come fosse stata la mattina di Natale (cosa? non ho ancora parlato di Natale? beh, attendete un poco ancora), prendo il trenino fischiettando ancora la canzone degli Air con cui ero andata a dormire ieri sera (You make it easy). dscf4264Trallallero trallalà, in dieci minuti sono tesseramunita e alla ricerca di una bici.  Piazza Moro nulla. Ok. Troppo priscio, mi spingo fino al corso, lì ci sono sempre, i tipi del comune sono troppo pigri per usare le bici. Scelgo quella che fa per me, abbastanza tappa e con il sellino comodo. Sistemo la borsa nel cestone e parto.

Ma vogliamo parlare della pista ciclabile di viale Unità d’Italia?

Secondo me è l’invenzione più bella degli ultimi 4 anni. copia-di-dscf4266

Per la maginifica tesserina correte all’ufficio abbonamenti dell’AMTAB su corso Italia, di fronte al Galleria per capirci. Servono 10 euro, la fotocopia di un documento di identità e il codice fiscale (che io non imparerò mai  a memoria).

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Informazioni su mursie

Quando avevo vent'anni credevo che mi sarei salvata. Nei propilei dei trenta mi sono resa conto che sta andando tutto bene. E che uso parole come propilei senza provare vergogna alcuna.
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