mi si chiedeva se mi piacciono gli Strokes. Su-per-giù così

Abbiamo parlato già dei radical-chic, abbiamo parlato del mio determinismo sentimentale, delle menate da geek e del random del mio iPod in tre puntate (post vecchio, da aggiornare).

Oggi parliamo delle due fondamentali regole con le quali, in un modo o nell’altro, veniamo indottrinati una volta che siamo lanciati nel mondo sulle nostre gambette, con i nostri cuoricini pseudo indipendenti (parleremo di indie un’altra volta). Pseudo indipendenti perché i cuoricini non possono prescindere dalle gambette e da tante altre cose, come i cuoricini altrui, la testa e il mondo inteso nell’universale provincialismo del termine.

Uno: incredibilmente, ci piacciono gli individui che ci snobbano

Due: non ci snobbano per posa ma perché non gli siamo abbastanza o affatto congeniali.

Vi stupirò ma non userò giri di parole e simpatiche metafore per distruggere la veridicità di queste due inesorabili idiozie.

Se queste sentenze fossero reali e sempre verificate non esisterebbero coppie di persone compatibili.

La numero uno crolla rovinosamente analizzando il fatto che a dirla sono sempre e soltanto masochisti cosmici (di cui dobbiamo sempre diffidare, fatti salvi i gusti letterari). La numero due viene giù come un castello di carte se consideriamo la possibilità che esistano a questo mondo persone riservate, addirittura timide che, il più delle volte, indichiamo come snob: sono soltanto personcine tanto per bene spaventate.

Gli Strokes, perché? Perché avrei sempre voluto sposare Julian Casablancas, e ci ho pensato seriamente nella primavera dei miei 18 anni. Poi ho abbandonato l’idea, ho finito l’high school e non mi sono più piaciuti gli Strokes con la loro musica ruffiana da film tardo adolescenziale. Mi ero quasi dimenticata del tutto di quanto amassi l’idea che mi ero fatta di Casablancas, dei suoi giubbini di pelle e i capelli e tutto il resto. Last nite chiacchierando di nulla, Tizio mi dice “A te sicuramente piacciono gli Strokes”. Senza punti interrogativi o altro. Ho fatto finta di niente, siamo passati ai Kasabian ho skippato la questione.

E mi sono tornati in testa i miei 18 anni e l’high school, le feste, le prime gite in macchina, la colonna sonora e quei ragazzi che non si giravano a guardarti neanche se eri lì che gli saltellavi sui piedi.

Qualche tempo dopo alcuni di quei ragazzi avevano perso tutto il loro fascino, altri erano diventati papà e qualcuno mi ha addirittura invitato per un caffè. Erano solo timidi, o troppo stupidi.

postilla: Julian Casablancas, nel 2010, ha avuto un figlio.

About mursie

potenzialmente studentessa di lettere, filosofia, lingue, beni culturali;potenzialmente perditempo della peggior specie. effettivamente studentessa di architettura; effettivamente perditempo della peggior specie.
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