Non ho speso una parola, un aggiornamento di stato o un link per la morte di Michael Jackson. Non lo trovavo coerente, non sono mai stata una sua fan, a parte un breve tentativo di imparare a memoria la coreografia di Thriller; in quel caso, però, ero fan dei coreografi, mica sua.
Non ho un qualcosa preferito. Leggo con piacere Repubblica, ma non si può dire sia il mio quotidiano preferito. Mangio e apprezzo dieversi tipi di pizza, in locali diversi. Bevo indiscriminatamente, evitando gli alcolici cremosi. Non sono capace neanche di dire se preferisco la Coca Cola alla Pepsi. Ho seguito questa stagione del Bari, un po’ per avere argomenti di conversazione jolli, un po’ per moda. Seguo qualche blog, apprezzo alcuni giornalisti e mi trovo bene in compagnia di certi amici invece che di altri. Neanche tra le barbie sono riuscita ad eleggere la mia preferita.
Ho fatto una cosa però che, forse, mi ha portato ad esprimere la mia prima preferenza assoluta: ho infilato l’Idolo eterno di Rodin nell’allestimento del museo per l’esame di Progettazione. Mi sa che l’Idolo eterno è la mia opera preferita di Rodin.
(i mal-benpensanti potrebbero dire che l’ho fatto perché sono fondamentalmente una romantica passionale)



