a maledire certe domande che forse era meglio non farsi mai

•Ottobre 25, 2009 • Lascia un Commento

Marrazzo aveva i suoi vizi. Li coltivava nel privato di uno squallido appartamento romano, gioco del destino, nello stesso condominio base operativa delle br per il sequestro Moro.

Crolla, dopo ore di interrogatorio, dicendo «Ho avuto paura, ero spaventato, volevo tutelare la mia famiglia». Ripete: «La mia è stata un debolezza, ma riguarda la mia sfera privata».

La sfera privata, già. Una moglie, figli, tutti sorridenti alle telecamere quando Marrazzo era il governatore del Lazio. Stessa moglie, stessi figli,  chiusi in casa, persiane serrate con il terrore degli obiettivi, delle dichiarazioni da rilasciare alla stampa, dell’accanimento ai “no comment”. Come si scansa la morbosità dei curiosi? Come si prende il coraggio di dare tutto in pasto ai milioni di telespettatori, fintamente distratti che non aspettano altro che gli spezzoni dei filmati, la descrizione nei dettagli della scena, il racconto del vizio dell’uomo-pubblico (che se uno è personaggio pubblico, resta uomo, la scissione è il male degli anni zero) ?

Le battute in radio, sui giornali, i doppi sensi, i giochi di parole.

Quanto dobbiamo ancora subire risposte a domande che non abbiamo fatto?

E’ quasi peggio di quell’altro tipo di risposte indesiderate, quelle per cui le domande le abbiamo fatte e sarebbe stato meglio di no.

E’ quasi tempo di bilanci, e di rilanci. Rewind.

•Settembre 30, 2009 • 1 Commento

un mese fa, il signor D ha commosso me e alcuni amici con una sorta di lettera aperta dedicata a me.

(il passato è una terra straniera)

Mi ha aperto gli occhi, insegnandomi la differenza fondamentale tra il Noi di adesso, di cui facciamo parte proprio noi, e gli svariati ‘noi’ che ci hanno preceduto. Mi ha detto, con quel suo linguaggio asciutto e barocco (come fa, uno, ad essere sia asciutto che barocco, non so), che la differenza è nei sogni: i nostri, quelli del Noi, non sono sogni nel vuoto, messi su per clichè, sono progetti “che hanno solidissimi motivi per essere veri”.

Adesso c’è questa consapevolezza. Oddio, c’è sempre stata in realtà, solo che certe donne hanno quella mania di rovinarsi la vita con pensieri truci, come se non bastasse la tragedia di doversi depilare o indossare orrendi collant in inverno. Perché c’è quella categoria di donna che va a cercare il pelo nelle vecchie uova, perché, dicono loro!, è impossibile che vada tutto così dannatamente bene. *

Invece si. Va tutto così dannatamente bene.

*Perché un ragazzo intelligentissimo, brillante sopra ogni previsione, incredibilmente dolce, premuroso e NON SUPERFICIALE (!!!) dovrebbe rinunciare a quella campionaria di gambe e sguardi che da cui è circondato? Perchè non dovrebbe preferire la giornalista di tal testata, o la musicista di tal fama, o la promettente erede?

non c’è molto, oltre quel che vedi

•Settembre 23, 2009 • 2 Commenti

Si chiama Kircheriana. E’ la galleria traumatica ed esoterica che offre visioni, tante, a chi decide di accostarsi a lei. Entrare nei corridoi spartani, lasciarsi suggestionare dall’immagine schietta, intima e scandalosa a volte. Se si conosce l’autore della selezione, che inneggia all’idolatry of images, si vive il viaggio come un tour non accompagnato nella sua testa.

Se non lo si conosce, gli stimoli visivi sono così tanti da portare a quanto di più vicino all’introspezione possa esistere.

Sarò spocchiosa nel verbo? Fatti miei, dopo mezzora nell’archivio di questo giovane blog fotografico o si impazzisce, o si diventa maledettamente snob.

http://kircheriana.tumblr.com/

the best thing that you’ve ever had/ non si tratta di fortuna

•Settembre 12, 2009 • Lascia un Commento

Questi giorni mi capita di pensare a quasi un anno fa. Agli errori e alla fortuna enorme che mi ha travolto, come una cascata di monetine d’oro e diamanti, leggeri come petali, profumati di mare e preziosi. E penso alle mezze parole non dette, a quelle che ho fatto bene a dire, al prendersi in giro, alludere continuamente, cercarsi per dire cose stupide, parlare di se e ancora alludere a come ci si comporterebbe se si stesse insieme. Sempre senza dirlo sul serio. Tutta una marea di faccine e punti di sospensione.

Poi succede, per caso, quando fai finta di non aspettartelo ma, davvero, non vedi l’ora che accada. Ogni momento ti sembra quello giusto, e ti senti bellissima, perfetta, brillante. Sua.

E ci si rende conto che non è solo fortuna, che quello che è diventata la quotidianità, nel suo splendore travolgente, è stato costruito, pezzo su pezzo. Come quei primi scambi di parole, come il primo caffè insieme (si inizia sempre da un caffè), come scambiarsi il numero e saltare su un treno in corsa: è tutto cercato e volontario.

La fortuna non esiste se non le diamo una spintarella.

undici settembre, undisci. Un’altra vittima?

•Settembre 11, 2009 • Lascia un Commento

L’Amore sta assiso sul cranio

dell’Umanità

e da quel trono profano,

con riso sfrontato,

soffia gaio delle bolle rotonde

che s’innalzano nell’aria,

quasi a raggiungere i mondi

al fondo dell’etere.

Il globo fragile e luminoso

prende un grande slancio,

scoppia e sputa la sua anima gracile

come un sogno d’oro.

Odo il cranio, a ogni bolla,

gemere e pregare:

“Quando finirà

questo gioco feroce e ridicolo?”

Perché quel che la tua bocca crudele

sparpaglia nell’aria,

mostro assassino, è il mio cervello,

il mio sangue, la mia carne!”

lui, Charles Baudelaire.

consigli per killer alle prime armi, appunto

•Settembre 2, 2009 • 2 Commenti

capitolo I: il delitto passionale

Con il coltello, non cercate di colpire al cuore, potreste rimanere incastrati, trovare scomode ossa e, nel caso foste fortunati, il divertimento sarebbe esaurito in poco tempo.

E’ consigliabile colpire al fianco, abbracciando l’amato. Potrete vederlo, agonizzante, che ancora vi dice di amarvi e si offrirà di impugnare l’arma per simulare un improbabile suicidio e risparmiarvi le scomodità di un processo.

Brucia, brucia

•Agosto 24, 2009 • Lascia un Commento
Photograph: Milos Bicanski/Getty Images

Photograph: Milos Bicanski/Getty Images

Alla periferia di Atene fa caldo, caldissimo. Centinaia di abitanti stanno cercando di salvare le proprie case dall’impeto delle fiamme. Il vento ci mette del suo.

Mi chiedo cosa succederebbe se le fiamme, in questa circostanza o in altre, dovessero mangiare quel che resta dell’acropoli, distruggere il nuovissimo museo archeologico, annerire le colonne, i fregi, le cariatidi.

Poi, ho trovato questa fotografia (in realtà è arrivata nella mia casella mail stamattina, britannicamente puntuale): l’acropoli, per ora sta bene e, mettendoci una buona dose di cinismo, da lassù si gode di un panorama decisamente suggestivo.

Due minuti di silenzio per i 120000 ettari di foresta vergine distrutti dalle fiamme.

Ad Atene fa caldissimo, ma Poseidon, quando serve, dov’è?

Ho le scarpe slacciate, cosa c’è da guardare?

•Agosto 21, 2009 • 1 Commento

La realtà è che non le allaccio mai. Non lo faccio per provocare la reazione inebetita delle signore per bene, nè in segno di una qualche cretina ribellione alle chiusure. Vado in giro con le scarpe slacciate perchè mi sento più comoda, perché posso toglierle in ogni momento, posso giocare con i lacci e rimanere scalza quando sono seduta e mi annoio.

Soprattutto, non le allaccio perché la claustrofobia mi parte dai piedi.

otto agosto

•Agosto 8, 2009 • Lascia un Commento

Scopri di non saper inviare una mail ritardata, partirai e sarai km lontana, lontana persino dai ricevitori di qualsiasi compagnia telefonica. C’è l’otto agosto di mezzo, ed è importante.

Inventa qualcosa, inventa qualcosa, inventa qualcosa.

fatto.

da senza sapere perché a oggi

•Agosto 6, 2009 • 1 Commento

Perché tu nella vita sei l’ultimo destino,

incontrarti mi fa bambina,

perchè eri gia mio senza saper perchè

perchè tu mi volevi, perchè volevo te.

Perchè mi stavi accanto,

senza dirmi che c’eri

e m’hai preso la mano con calma.

Perchè ho trovato calma

soltanto insieme a te

senza mai domandarmi perché.

(barbara cavalieri, perché)

E’ la prima canzone della prima compilation che il signor D ha fatto per me, più o meno una decina di giorni dopo esserci conosciuti/abbracciati/e tutti gli eccetera del caso. Aveva scritto con la sua grafia sghemba e affascinante degli uomini strani, dei creativi rigorosamente mancini, il titolo: poche parole rubate a questa canzone, senza sapere perché.  Io lì tutta emozionata ad ascoltare la comp a ripetizione per capire tutto, per non perdermi una parola, neanche una nota. Poi ne venne fuori un’altra, il suo primo (e fino ad ora unico) racconto in musica. C’era tutto ed era meravigliosa, è meravigliosa. Ascoltandola torna tutta l’emozione della prima volta che l’abbiamo ascoltata, in macchina, tornando a casa dopo esserci detti tutto quello che tenevamo dentro da giorni, dopo aver consacrato uno dei più bei luoghi di Bari, averlo fatto nostro. Architecture is politics (che, a pensarci bene è su una mia borsa ed una sua maglia).

Beh, c’erano due canzoni* di una tipa che non avevo mai sentito nominare ma che mi avevano preso tantissimo. Dopo dieci mesi da quando mi sono state dedicate, stasera menduni ed io andiamo ad ascoltarle dal vivo. Credo che mi innamorerò ancora.

*controvento e perfetta

una settimana particolare

•Agosto 6, 2009 • Lascia un Commento

Dove s’è mai visto un bilancio di settimana in corso di giovedi?  Da sabato ne ho vissute così tante da riempire un mese intero. Devo delle spiegazioni qua e là, soprattutto a chi mi ha visto riapparire all’improvviso.

Sabato bellissima giornata di mare. Il solito Boscoverde, i soliti beveroni freschi freschi e corretti corretti, la solita striscia di sabbia su cui spiaggiarsi come balene, il solito mare piacevole e refrigerante. Giornata seguita da soviet (appena giunta la Giunta, c’era di che discutere) trasformato in cena ancora trasformata in giochiamo a quel giochino tremendo che ti mette difronte a scelte morali? (scupols, mitica Elda).

Domenica, assonnatissima,  a bordo di un autobus carico di bambini urlanti, parto per il campo scout. Sette giorni di isolamento totale nella natura. Una specie di Into the Wild senza barba e incontri affascinanti con comunità hippie e con bambini incontinenti al posto dei patimenti per fame e freddo. Nello zaino, assieme a improbabili pantaloncini che non mi vedrete indossare mai, un libro di menduni e un diario di carta riciclata: il mio kit di sopravvivenza.

Mercoledi in seguito a una crisi di panico + apnea causa pipistrelli/claustrofobia/insofferenza, mamma e papà masciopinto vengono a “salvarmi”  dalla profonda Sila. Non mi si rivolge la parola per tutte le ore di viaggio, per paura di parlare trattengo la nausea dovuta alla strada a tornanti, reprimendo i conati di vomito.

Mercoledi e Giovedi, con Elda, Duni, Luca e Ilenia si decide di partire. Africa del Sud, tra il Congo e Santa Maria di Leuca. Devo assolutamente chiedere il permesso ai miei riluttanti genitori.

Giovedi: il miracolo, permesso accordato con qualche restrizione dovuta alla fuga dal campo scout e abbandono di 28 bambini ansiosi di giocare.

Da oggi si inizia. Buona estate a tutti, Noi festeggiamo altre cose.

Protetto: otto agosto, 10

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ho perso

•Agosto 1, 2009 • 1 Commento

I don’t like the things you don’t say
Leaving it for such a long long time
Why do you show me those sad sad eyes
Each time you decide to pass on by

And when you smile those sad eyes
Look sadder and sadder still

Autumns you know sad eyes
Makes me laugh and laugh and more
I’ll have a bath or make the dinner and then I’ll go wait for a long long time
But still you haven’t passed my door

And when you smile those sad eyes
Look sadder and sadder still

I can tell that you’re lonely
But it seems now
There’s nothing you want me to do
So I won’t try to take the sadness from those eyes that I love
Leave it open for someone else to

And when you smile those sad eyes
Look sadder and sadder still

Trying to hold it together
Keep my love as light as a feather
Sad eyes baby it’s been such a long time
Keep my heart breaking in the dark
Come and spend the day

Trying to hold it together
Keep my love as light as a feather
Sad eyes baby it’s been such a long time
Keep my heart breaking in the dark
Come and spend the day

Giunse

•Luglio 31, 2009 • Lascia un Commento

venerdi 31 luglio 2009: conosciamo i dodici nomi degli “uomini” che governeranno insieme a Michele Emiliano, il sindaco del 60%, il sindaco del miracoloso secondo turno.

1. LUDOVICO ABBATICCHIO

2. FRANCO ALBORE -?

3. FILIPPO BARATTOLO -?

4. ANTONIO DECARO – Traffico, mobilità

5. ANNABELLA DE GENNARO -?

6. GIANNI GIANNINI – bilancio

7. MARCO LACARRA – lavori pubblici

8. FABIO LOSITO -Istruzione

9. CINZIA MASCIOPINTO – ?

10. GIANLUCA PAPARESTA – Sud

11. ALFONSO PISICCHIO – vicesindaco

12. ELIO SANNICANDRO -urbanistica e sport

31 luglio 2009: (con le dovute eccezioni) avrei preferito non conoscere  questi nomi.

Epilazione

•Luglio 30, 2009 • 2 Commenti

Ho letto una frase che riassume il mio pensiero riguardo il sindaco di Bari. L’ho letta nel blog di un certo giornalista.

Spero che adesso tra tutti i sostenitori, amici, staff (quelli che si sono fatti nel c…, per intenderci) si faccia a gara a togliersi i peli dalla lingua, ché se finisco sullo stomaco son difficili da digerire.

Idoli e ventole

•Luglio 14, 2009 • Lascia un Commento

Non ho speso una parola, un aggiornamento di stato o un link per la morte di Michael Jackson. Non lo trovavo coerente, non sono mai stata una sua fan, a parte un breve tentativo di imparare a memoria la coreografia di Thriller; in quel caso, però, ero fan dei coreografi, mica sua.

Non ho un qualcosa preferito. Leggo con piacere Repubblica, ma non si può dire sia il mio quotidiano preferito. Mangio e apprezzo dieversi tipi di pizza, in locali diversi. Bevo indiscriminatamente, evitando gli alcolici cremosi. Non sono capace neanche di dire se preferisco la Coca Cola alla Pepsi. Ho seguito questa stagione del Bari, un po’ per avere argomenti di conversazione jolli, un po’ per moda. Seguo qualche blog, apprezzo alcuni giornalisti e mi trovo bene in compagnia di certi amici invece che di altri. Neanche tra le barbie sono riuscita ad eleggere la mia preferita.

Ho fatto una cosa però che, forse, mi ha portato ad esprimere la mia prima preferenza assoluta: ho infilato l’Idolo eterno di Rodin nell’allestimento del museo per l’esame di Progettazione. Mi sa che l’Idolo eterno è la mia opera preferita di Rodin.

(i mal-benpensanti potrebbero dire che l’ho fatto perché sono fondamentalmente una romantica passionale)

Succose novità

•Luglio 12, 2009 • Lascia un Commento

Parlerò di musica insieme a Duni, il mio guru dall’anima cozzala e l’apparenza improbabilmente multicolore, sperando di non sfigurare (o di non far sfigurare lui :p ).

E’ una cosa nuova per me.

In realtà, iniziando a frequentarlo, mi sono resa conto delle enormi lacune musicali che poco si sposano con la mia aspirazione all’eclettismo. Ho sorriso ed ho iniziato a studiare, ho comprato un capiente hard disk in cui ho riversato i film per fare spazio alla musica, ho donato il mio tenerissimo i-pod rosso alla causa, ho dato una seconda chance a suoni che prima avrei ritenuto inascoltabili.

Insomma, adesso so qualcosa di più e scriverò, ogni domenica, qualche parolina a proposito della “mimma”, la canzone che ci ha folgorato durante la settimana.

Prima uscita: Barry White, Just the way you are. La considerazione è d’obbligo:

MA CHE HO STUDIATO A FARE?

(la mimma è online la domenica su quattromaniunatesta )

Objects in mirror are closer than they appear

•Giugno 18, 2009 • 1 Commento

A chiusura di giornata, la schiena spezzata dagli sgabelli del politecnico, le punture di zanzara e il vento umido, di ritorno a casa con la vespa, mi racconto delle storie. La voce fuori campo che lavora nella mia testa tira le somme, fa il punto e, certe volte, arriva a commuovermi manco fosse un bel filmone tiralacrime. Ogni volta mi prometto di scrivere i “pensieri della 100″ (la s.s.) e condividere quelli meno intimi. Tutte le sere sono distratta da qualcosa, stanca o impegnata nell’impaginazione della tavola x o nell’estrusione di una polilinea ribelle.

Quando mi siedo davanti alla tastiera mi resta una frase sola, quella dello specchietto.

Quanto è vera.

alice-through-the-looking-glass

Non ci resta che aspettare

•Giugno 9, 2009 • Lascia un Commento

Alle 11 di oggi ero su via Amendola, inedita senza buche, ferma al “semaforo dell’antitarlo”. Mi sono guardata attorno cercando segni visibili della reazione dei baresi ai risultati per le elezioni amministrative. Nutrivo grandi aspettative  per la mattina del 9 giugno, mi aspettavo di trovare una città nuova, diversa, stancata dai bagordi dei festeggiamenti ma carica di nuova linfa. E credevo di poter leggere l’insoddisfazione negli occhi e nelle teste basse e dondolanti di chi, per molto o poco tempo, con o senza interessi, aveva riposto la sua fiducia nel candidato sbagliato.

Niente di tutto questo: stamattina Bari era tale e quale a venerdi scorso, solo un po’ più pulita ed estiva, leggermente sonnecchiosa, pigra e cafona.

Nei due giorni di seggi aperti ho pensato a chi è entrato nella cabina aprendo l’enorme scheda e mettendo, con un tratto di matita, inconsapevolmente, il segno sul lavoro di (8?6?10?)  mesi. Indelebile e incerto come solo in Nicaragua (tanto l’ha ripetuto Amenduni…) potrebbe essere, quel tratto di matita ci ha tenuti svegli tutta la notte a vegliare dei numeri che non avevano voglia di crescere, di emozionare o stupire. Cullati dal 49 che faceva su e giù, scossi dai trilli continui dei telefoni, intontiti dalle schede quadrate a ogni costo, abbiamo tirato dritto finchè il risultato non si è più mosso in maniera significativa, fermo sotto la zona 50.

Il mare lo rimandiamo di altre due settimane. Non ci resta che aspettarlo facendo qualcosa di utile.

vorrei spendere poche parole

•Giugno 3, 2009 • Lascia un Commento

Il geco che era nel corridoio, proprio di fronte la porta della mia stanza. Neanche un urlo.

La sua coda si muoveva ancora sul santino elettorale che abbiamo usato per raccoglierlo.

Un canditato provinciale Pdl sovraimpresso a figura benedicente di natura simil divina. Potrei intitolare questo post: IL PRIMO MIRACOLO DI BERLUSCONI.