I concerti del 2010 #1

•gennaio 10, 2010 • 1 commento

Rosalia de Souza e il Quintetto x con Fabrizio Bosso e Gaetano Partipilo, Bari, 9 Gennaio 2010

Teatro Forma

Buoni propositi, punti cardinali e succose novità di seconda mano

•gennaio 1, 2010 • 2 commenti

“Con il crescente scontento, con il far leva sull’ignoranza da parte di alcuni giornali, lautamente sostenuti da finanziatori che agiscono in base al principio ‘dopo di noi il diluvio’, chi può essere così ottuso da non prevedere l’inevitabilità della reazione popolare [...] specialmente in tempi duri?”

Joseph Pulitzer, Sul giornalismo

Tutti abbiamo sentito che è suonata l’ora per alzare ancora una volta la parola per promuovere riflessioni libere e, non si scandalizzino i casti uditi, la giusta dissidenza. Si tratta di questo: dissentire è uno dei diritti che mancano nella Dichiarazione dei Diritti Umani. L’altro è il diritto all’eresia.

José Saramago, post del 30 settembre 2009

un post di citazioni per il 2010. Suona male?

Non ho niente da scrivere? Poco da dire? Chiacchere vuote?

Anzi:

preferisco elaborare, studiare, ragionare, imparare.

Proverò a diventare razionale, riflessiva, obiettiva, utile. Soprattutto utile, a me stessa prima, agli altri finalmente.

Pulitzer edito in Italia per la prima volta dopo decenni dalla scrittura del suo saggio.  Saramago, portoghese, Nobel, quasi novantenne, blogger. Heligoland, Paradise Circus, i Massive Attack.

Niente di nuovo, tutto nuovo.

sarà un meraviglioso 2010, promette bene.

I Tamil e MIA

•dicembre 28, 2009 • Lascia un commento

Premessa

Lo Sri Lanka è da decenni teatro di una guerra civile sollevata dall’etnia Tamil per lindipendenza delle regioni settentrionale ed orientale dell’isola (si, lo Sri Lanka è un’isola) e la fondazione dello stato sovrano socialista Tamil Eelam .

Il gruppo militare che muove l’azione ha un nome che evoca giochi nel giardino di casa fantasticamente trasformato in una giungla, con spade di legno e granate-pompelmo : Tigri (per la liberazione della patria) Tamil.

Dopo un decennio di predominio sulle regioni occupate le Tigri si sono trovate, nell’estate 2009, circondate dall’esercito cingalese (si, gli abitanti dello Sri Lanka si chiamano anche cingalesi) in una zona di un km quadrato, con il generale e fondatore ucciso e (?) una connessione internet da cui hanno emanato un comunicato stampa attestante la resa. La vicenda resta poco chiara e la resa è contestata dalle stesse Tigri.

Fatto

Ieri sera per addormentarmi ho mandato l’iPod in random beccando BirdFlu di MIA. Ricordandomene stamattina ho lanciato una ricerca semplice sui soliti canali: youtube, wikipedia e myspace. Ho scoperto:

- nonostante tutti noi crediamo che sia un’indiana naturalizzata inglese, MIA (Mathangi “Maya” Arulpragasam) è nata a Londra ma ha vissuto tra lo Sri Lanka e i campi profughi per Tamil, a causa dell’attivismo politico del suo papà, Arul Pragasam (arular è il titolo del suo primo album)

- nonostante canti in inglese, lo ha imparato soltanto alla fine degli anni 80, quando effettivamente è tornata nella natia Londra con la mamma Kala (che ha dato nome al suo secondo album) e i suoi fratelli

- prima di mettersi a cantare e produrre musica MIA è streetartist (realizza opere su tela con gli spray) e videomaker, una delle sue prime opere è stata acquistata da Jude Law

Conclusione

MIA è a sua volta un’attivista per la questione dell’indipendenza dei Tamil e Time Magazine nel 2009  l’ha nominata tra le 100 persone più influenti al mondo, probabilmente per essersi spesa in prima persona recriminando il genocidio attuato e taciuto dal governo cingalese a danno della popolazione di etnia Tamil.

questo video è stato girato in un campo profughi Tamil

Nero su bianco Natale – 2009

•dicembre 23, 2009 • 4 commenti

Il post natalizio del signor D e mio. Il signor D, ovviamente, in azzurro, io in arancio.

Non sembro felice.

Stanno provando a levarci anche il Natale, a buttarlo in caciara.
So che sto scrivendo a un pubblico, ma prima di tutto parlo con Te, con la persona che più di tante altre ha a cuore il valore di questa festa e che soffre nel vedere la corsa al regalo, al consumismo, al lavaggio collettivo del senso di colpa.

Alla tradizione post-fordista e pre-psicotica del Dicembre occidentale, quest’anno si aggiunge anche una sorta di catarsi al negativo.
Attorno a noi vedo un altro delirio, quello dell’attualità. E penso.

Penso che dovrei iniziare a preoccuparmi, perché, volendo banalizzare, “ci stanno togliendo tutto”. Le energie, la voglia di aiutare gli altri, il futuro, la coscienza, la decisione. Anche le illusioni.
Tutto.

E’ vero, forse ci stanno togliendo tutto, ci stanno dicendo di farci i cazzi nostri, di essere individualisti. E ce lo stanno dicendo in tanti. I politici, i nostri simili, i genitori, i professori, gli amici, i nemici.
Tutti ci dicono tutto. Non si capisce più niente.

E invece lo sono.

Nella pratica, invece, quella catarsi negativa è energia che si libera, che finalmente confluisce e va nel posto dove deve stare.

Ci stiamo riappropriando di una dimensione nostra, solo nostra. Ci stiamo impegnando nella costruzione di una casa, di un focolare, di un progetto.

Sto imparando a dire no. A farmi rispettare, e quindi a rispettare te. A riconoscere la cattiveria, e a dividerla dal resto dei sentimenti umani.
Sto scoprendo quanto piccolo e fragile io possa essere.

Nello svalutare il prossimo, lo sto rivalutando. Nello scoprire quanto merda è, capisco anche che è furbo molto più di me.

E’ vero, forse ci stanno togliendo tutto. Ma ci stanno togliendo le cose inutili. Quelle zavorre che ci portavamo addosso, che ci appesantivano il cammino in cambio di un’illusione di inattaccabilità.

Ora sono nudo, bagnato, debole. Rischio. Ma se sono attaccato, ora posso correre. Non perdo tempo in cose stupide. Riuscirò ad imparare a godermi il sole, il vento, la noia. Sentimenti umani e splendidi, che temevo di non saper più riconoscere.

Non ci sarà mai più un anno così, perché questo ha avuto elementi irripetibili.

E se questo finale potrebbe essere l’inizio della fine di mondi paralleli, a noi così vicini quanto irrimediabilmente in allontanamento, a me puzza tanto di miracolo finale, che lo completa e lo consegna alla nostra, meravigliosa, storia.

È passato un anno da Nero su bianco Natale 2008. Avevamo parlato ognuno della propria percezione di questa festività, di questo periodo, di questo stato dell’anima.

Ora è cambiato tutto. Tu puoi parlare del mio Natale, io posso parlare del tuo e siamo certi di non sbagliare, conosciamo esattamente i sentimenti che non appartengono a noi stessi ma al Noi nell’altro.

Parafrasando il tema della puntata natalizia di Cose dell’altro mondo (si, perché quest’anno Noi abbiamo un progetto nostro, un microfono e due cuffie) nel 2009 la terra è stata piatta: nessun  grande evento nel mondo, nessuno sconvolgimento, nessuna scoperta, niente di eclatante ed emozionante che coinvolgesse almeno un quinto degli abitanti di questo pianeta.

Quest’anno passato la terra ci è sembrata, piuttosto, Italiacentrica, Baricentrica magari.

Una sfida enorme, l’appuntamento elettorale. La tua, la vostra determinazione. La mia passionalità sempre di traverso. La vittoria, la tua soddisfazione, quella di tutti. E poi

i successi personali, i successi del gruppo, i giornali, le interviste, le foto, i servizi tv, gli opinion leaders, gli opinion makers, le pizze e i caffè, le cene e i concerti, le offerte di lavoro, le scelte importanti, gli esami che non finiscono mai, il mare, le ore in macchina, i concerti, il mare, gli amici che contano. Il successo.

Nel bilancio dei sentimenti e delle sensazioni, non si sa perché, ci siamo scambiati il ruolo. Io mi porto dentro cartoline meravigliose, colorate e che profumano di pizza ben cotta. Tu insegnamenti per il futuro.

La magia che tu chiami miracolo è che insieme abbiamo raccolto il meglio da quest’anno, persino da questi giorni di inculate e indecisioni, smentite e proclami. Indifferenti, stiano tranquilli ai piani alti, non lo saremo mai, al massimo diventeremo più prudenti. Sicuramente più forti.

I mattoncini crescono in numero e un cartone animato ci canta che non importa quello che vuoi, ma ciò di cui hai bisogno. Buon Natale, qualsiasi cosa sia, Signor D.

Non c’è più fila davanti a Vuitton e ne sono intristita.

parola sante

•novembre 15, 2009 • 2 commenti

“parlare dell’acqua come un patrimonio economico è come bestemmiare Dio”

Niche Vendola – Bari, 15 novembre 2009

factoring #2

•novembre 15, 2009 • Lascia un commento

12.30: il presentatore annuncia sul palco il presidente di regione migliore degli ultimi 150 anni.

Sale sul palco accompagnato da un applauso scrosciante. Accanto a lui una ragazza.

L’applauso continua, gli operai si alzano in piedi, battono le mani con più energia.

Si ferma davanti al microfono, la ragazza accanto a lui. Inizia a parlare, il presidente, a gesticolare, la ragazza.

ABBATTERE LE BARRIERE, ESERCIZIO n 1

12.40 : L’ambiente, la protezione civile, il lavoro ostinato di chi ha voluto cambiare le cose.

La tagliola della precarietà: le parole del presidente contro chi usa la povertà e la precarietà come mezzo di ricatto.

Tante le stelle polari del presidente. uomini grandiosi e determinati, come lui, come noi.

Factoring

•novembre 15, 2009 • Lascia un commento

Spazio 7 Fiera del levante – ore 10.00 : l’allestimento dei volontari designers e manabili ha trasformato lo spazio 7 in una coloratissima Fabbrica. metafora dello scopo di questa giornata: costruire qualcosa, creare. Arriviamo dopo aver superato transenne e vigili urbani, il lungomare è bloccato per la maratona, un po’ di fastidio facilmente superabile con un briciolo di pazienza.  

Ci accoglie una ragazza attivissima, ci da la cartellina, il badge, ci indica la strada, sorride. E’ felice, sono tutti felici. Sarà una giornata positiva.

ore 11.00  : siamo alla nostre postazioni. Elda, io, Michele, insieme ad altri ragazzi di cui prometto imparerò i nomi, ai pc dell’Hub. Amenduni raggiunge Alessandro Frisario alla postazione approntata per la diretta radio.  Tante persone e storie, occhi ed emozioni. Giovanni e Nicolò iniziano a raccogliere testimonianze al videobox.

ore 11:30 : Calano le luci in sala. un applauso accoglie il presidente Vendola. Ci siamo.  I lavori abbiano inizio.

Momenti da jazz club

•novembre 14, 2009 • 2 commenti

Capita che inseguendo suggestioni (come questo articolo) si arrivi a conclusioni inaspettate. Ad esempio, la musica.  Così buona che ci vien voglia di condividerla. Addirittura così buona da decidere di dedicarla in qualche modo.

E, per una volta, la giovane Mursie provò il piacere di dedicargli quello che per lui era un inedito.

D’improvviso come un bimbo che diventa adolescente

Come chi diventa pazzo

E confonde il suo passato e il suo presente

Come se fosse per magia

Il tuo amore mi ha cambiato totalmente

Che miracolo, vita mia

Questa gioia che tu mi dai

D’improvviso impazzisco per seguirti con la mente

Sia di notte che di giorno

Io ti vedo in ogni volto della gente

Vita mia,

d’improvviso mi ritrovo a sorridere a chiunque

e mi vedo in ogni cosa più indulgente

Ho stampato l’allegria dentro me

Vita mia, la follia mia compagna di avventura

Ma ti sono grato infinitamente

Se all’amore credo ancora è per te

D’improvviso impazzisco per seguirti con la mente

Sia di notte che di giorno io ti vedo in ogni volto della gente

D’improvviso mi ritrovo a sorridere a chiunque

E mi vedo in ogni cosa

Ho stampato l’allegria dentro me

Vita mia, la follia è mia compagna di ventura

Ma ti sono grato infinitamente se all’amore credo ancora è per te

Rosalia De Souza – D’improvviso

prova 18-11-08(3)

a maledire certe domande che forse era meglio non farsi mai

•ottobre 25, 2009 • Lascia un commento

Marrazzo aveva i suoi vizi. Li coltivava nel privato di uno squallido appartamento romano, gioco del destino, nello stesso condominio base operativa delle br per il sequestro Moro.

Crolla, dopo ore di interrogatorio, dicendo «Ho avuto paura, ero spaventato, volevo tutelare la mia famiglia». Ripete: «La mia è stata un debolezza, ma riguarda la mia sfera privata».

La sfera privata, già. Una moglie, figli, tutti sorridenti alle telecamere quando Marrazzo era il governatore del Lazio. Stessa moglie, stessi figli,  chiusi in casa, persiane serrate con il terrore degli obiettivi, delle dichiarazioni da rilasciare alla stampa, dell’accanimento ai “no comment”. Come si scansa la morbosità dei curiosi? Come si prende il coraggio di dare tutto in pasto ai milioni di telespettatori, fintamente distratti che non aspettano altro che gli spezzoni dei filmati, la descrizione nei dettagli della scena, il racconto del vizio dell’uomo-pubblico (che se uno è personaggio pubblico, resta uomo, la scissione è il male degli anni zero) ?

Le battute in radio, sui giornali, i doppi sensi, i giochi di parole.

Quanto dobbiamo ancora subire risposte a domande che non abbiamo fatto?

E’ quasi peggio di quell’altro tipo di risposte indesiderate, quelle per cui le domande le abbiamo fatte e sarebbe stato meglio di no.

E’ quasi tempo di bilanci, e di rilanci. Rewind.

•settembre 30, 2009 • 1 commento

un mese fa, il signor D ha commosso me e alcuni amici con una sorta di lettera aperta dedicata a me.

(il passato è una terra straniera)

Mi ha aperto gli occhi, insegnandomi la differenza fondamentale tra il Noi di adesso, di cui facciamo parte proprio noi, e gli svariati ‘noi’ che ci hanno preceduto. Mi ha detto, con quel suo linguaggio asciutto e barocco (come fa, uno, ad essere sia asciutto che barocco, non so), che la differenza è nei sogni: i nostri, quelli del Noi, non sono sogni nel vuoto, messi su per clichè, sono progetti “che hanno solidissimi motivi per essere veri”.

Adesso c’è questa consapevolezza. Oddio, c’è sempre stata in realtà, solo che certe donne hanno quella mania di rovinarsi la vita con pensieri truci, come se non bastasse la tragedia di doversi depilare o indossare orrendi collant in inverno. Perché c’è quella categoria di donna che va a cercare il pelo nelle vecchie uova, perché, dicono loro!, è impossibile che vada tutto così dannatamente bene. *

Invece si. Va tutto così dannatamente bene.

*Perché un ragazzo intelligentissimo, brillante sopra ogni previsione, incredibilmente dolce, premuroso e NON SUPERFICIALE (!!!) dovrebbe rinunciare a quella campionaria di gambe e sguardi che da cui è circondato? Perchè non dovrebbe preferire la giornalista di tal testata, o la musicista di tal fama, o la promettente erede?

non c’è molto, oltre quel che vedi

•settembre 23, 2009 • 2 commenti

Si chiama Kircheriana. E’ la galleria traumatica ed esoterica che offre visioni, tante, a chi decide di accostarsi a lei. Entrare nei corridoi spartani, lasciarsi suggestionare dall’immagine schietta, intima e scandalosa a volte. Se si conosce l’autore della selezione, che inneggia all’idolatry of images, si vive il viaggio come un tour non accompagnato nella sua testa.

Se non lo si conosce, gli stimoli visivi sono così tanti da portare a quanto di più vicino all’introspezione possa esistere.

Sarò spocchiosa nel verbo? Fatti miei, dopo mezzora nell’archivio di questo giovane blog fotografico o si impazzisce, o si diventa maledettamente snob.

http://kircheriana.tumblr.com/

the best thing that you’ve ever had/ non si tratta di fortuna

•settembre 12, 2009 • Lascia un commento

Questi giorni mi capita di pensare a quasi un anno fa. Agli errori e alla fortuna enorme che mi ha travolto, come una cascata di monetine d’oro e diamanti, leggeri come petali, profumati di mare e preziosi. E penso alle mezze parole non dette, a quelle che ho fatto bene a dire, al prendersi in giro, alludere continuamente, cercarsi per dire cose stupide, parlare di se e ancora alludere a come ci si comporterebbe se si stesse insieme. Sempre senza dirlo sul serio. Tutta una marea di faccine e punti di sospensione.

Poi succede, per caso, quando fai finta di non aspettartelo ma, davvero, non vedi l’ora che accada. Ogni momento ti sembra quello giusto, e ti senti bellissima, perfetta, brillante. Sua.

E ci si rende conto che non è solo fortuna, che quello che è diventata la quotidianità, nel suo splendore travolgente, è stato costruito, pezzo su pezzo. Come quei primi scambi di parole, come il primo caffè insieme (si inizia sempre da un caffè), come scambiarsi il numero e saltare su un treno in corsa: è tutto cercato e volontario.

La fortuna non esiste se non le diamo una spintarella.

undici settembre, undisci. Un’altra vittima?

•settembre 11, 2009 • Lascia un commento

L’Amore sta assiso sul cranio

dell’Umanità

e da quel trono profano,

con riso sfrontato,

soffia gaio delle bolle rotonde

che s’innalzano nell’aria,

quasi a raggiungere i mondi

al fondo dell’etere.

Il globo fragile e luminoso

prende un grande slancio,

scoppia e sputa la sua anima gracile

come un sogno d’oro.

Odo il cranio, a ogni bolla,

gemere e pregare:

“Quando finirà

questo gioco feroce e ridicolo?”

Perché quel che la tua bocca crudele

sparpaglia nell’aria,

mostro assassino, è il mio cervello,

il mio sangue, la mia carne!”

lui, Charles Baudelaire.

consigli per killer alle prime armi, appunto

•settembre 2, 2009 • 2 commenti

capitolo I: il delitto passionale

Con il coltello, non cercate di colpire al cuore, potreste rimanere incastrati, trovare scomode ossa e, nel caso foste fortunati, il divertimento sarebbe esaurito in poco tempo.

E’ consigliabile colpire al fianco, abbracciando l’amato. Potrete vederlo, agonizzante, che ancora vi dice di amarvi e si offrirà di impugnare l’arma per simulare un improbabile suicidio e risparmiarvi le scomodità di un processo.

Brucia, brucia

•agosto 24, 2009 • Lascia un commento
Photograph: Milos Bicanski/Getty Images

Photograph: Milos Bicanski/Getty Images

Alla periferia di Atene fa caldo, caldissimo. Centinaia di abitanti stanno cercando di salvare le proprie case dall’impeto delle fiamme. Il vento ci mette del suo.

Mi chiedo cosa succederebbe se le fiamme, in questa circostanza o in altre, dovessero mangiare quel che resta dell’acropoli, distruggere il nuovissimo museo archeologico, annerire le colonne, i fregi, le cariatidi.

Poi, ho trovato questa fotografia (in realtà è arrivata nella mia casella mail stamattina, britannicamente puntuale): l’acropoli, per ora sta bene e, mettendoci una buona dose di cinismo, da lassù si gode di un panorama decisamente suggestivo.

Due minuti di silenzio per i 120000 ettari di foresta vergine distrutti dalle fiamme.

Ad Atene fa caldissimo, ma Poseidon, quando serve, dov’è?

Ho le scarpe slacciate, cosa c’è da guardare?

•agosto 21, 2009 • 1 commento

La realtà è che non le allaccio mai. Non lo faccio per provocare la reazione inebetita delle signore per bene, nè in segno di una qualche cretina ribellione alle chiusure. Vado in giro con le scarpe slacciate perchè mi sento più comoda, perché posso toglierle in ogni momento, posso giocare con i lacci e rimanere scalza quando sono seduta e mi annoio.

Soprattutto, non le allaccio perché la claustrofobia mi parte dai piedi.

otto agosto

•agosto 8, 2009 • Lascia un commento

Scopri di non saper inviare una mail ritardata, partirai e sarai km lontana, lontana persino dai ricevitori di qualsiasi compagnia telefonica. C’è l’otto agosto di mezzo, ed è importante.

Inventa qualcosa, inventa qualcosa, inventa qualcosa.

fatto.

da senza sapere perché a oggi

•agosto 6, 2009 • 1 commento

Perché tu nella vita sei l’ultimo destino,

incontrarti mi fa bambina,

perchè eri gia mio senza saper perchè

perchè tu mi volevi, perchè volevo te.

Perchè mi stavi accanto,

senza dirmi che c’eri

e m’hai preso la mano con calma.

Perchè ho trovato calma

soltanto insieme a te

senza mai domandarmi perché.

(barbara cavalieri, perché)

E’ la prima canzone della prima compilation che il signor D ha fatto per me, più o meno una decina di giorni dopo esserci conosciuti/abbracciati/e tutti gli eccetera del caso. Aveva scritto con la sua grafia sghemba e affascinante degli uomini strani, dei creativi rigorosamente mancini, il titolo: poche parole rubate a questa canzone, senza sapere perché.  Io lì tutta emozionata ad ascoltare la comp a ripetizione per capire tutto, per non perdermi una parola, neanche una nota. Poi ne venne fuori un’altra, il suo primo (e fino ad ora unico) racconto in musica. C’era tutto ed era meravigliosa, è meravigliosa. Ascoltandola torna tutta l’emozione della prima volta che l’abbiamo ascoltata, in macchina, tornando a casa dopo esserci detti tutto quello che tenevamo dentro da giorni, dopo aver consacrato uno dei più bei luoghi di Bari, averlo fatto nostro. Architecture is politics (che, a pensarci bene è su una mia borsa ed una sua maglia).

Beh, c’erano due canzoni* di una tipa che non avevo mai sentito nominare ma che mi avevano preso tantissimo. Dopo dieci mesi da quando mi sono state dedicate, stasera menduni ed io andiamo ad ascoltarle dal vivo. Credo che mi innamorerò ancora.

*controvento e perfetta

una settimana particolare

•agosto 6, 2009 • Lascia un commento

Dove s’è mai visto un bilancio di settimana in corso di giovedi?  Da sabato ne ho vissute così tante da riempire un mese intero. Devo delle spiegazioni qua e là, soprattutto a chi mi ha visto riapparire all’improvviso.

Sabato bellissima giornata di mare. Il solito Boscoverde, i soliti beveroni freschi freschi e corretti corretti, la solita striscia di sabbia su cui spiaggiarsi come balene, il solito mare piacevole e refrigerante. Giornata seguita da soviet (appena giunta la Giunta, c’era di che discutere) trasformato in cena ancora trasformata in giochiamo a quel giochino tremendo che ti mette difronte a scelte morali? (scupols, mitica Elda).

Domenica, assonnatissima,  a bordo di un autobus carico di bambini urlanti, parto per il campo scout. Sette giorni di isolamento totale nella natura. Una specie di Into the Wild senza barba e incontri affascinanti con comunità hippie e con bambini incontinenti al posto dei patimenti per fame e freddo. Nello zaino, assieme a improbabili pantaloncini che non mi vedrete indossare mai, un libro di menduni e un diario di carta riciclata: il mio kit di sopravvivenza.

Mercoledi in seguito a una crisi di panico + apnea causa pipistrelli/claustrofobia/insofferenza, mamma e papà masciopinto vengono a “salvarmi”  dalla profonda Sila. Non mi si rivolge la parola per tutte le ore di viaggio, per paura di parlare trattengo la nausea dovuta alla strada a tornanti, reprimendo i conati di vomito.

Mercoledi e Giovedi, con Elda, Duni, Luca e Ilenia si decide di partire. Africa del Sud, tra il Congo e Santa Maria di Leuca. Devo assolutamente chiedere il permesso ai miei riluttanti genitori.

Giovedi: il miracolo, permesso accordato con qualche restrizione dovuta alla fuga dal campo scout e abbandono di 28 bambini ansiosi di giocare.

Da oggi si inizia. Buona estate a tutti, Noi festeggiamo altre cose.

Protetto: otto agosto, 10

•agosto 6, 2009 • Inserire la propria password per visualizzare i commenti

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