Idoli e ventole

•Luglio 14, 2009 • Lascia un Commento

Non ho speso una parola, un aggiornamento di stato o un link per la morte di Michael Jackson. Non lo trovavo coerente, non sono mai stata una sua fan, a parte un breve tentativo di imparare a memoria la coreografia di Thriller; in quel caso, però, ero fan dei coreografi, mica sua.

Non ho un qualcosa preferito. Leggo con piacere Repubblica, ma non si può dire sia il mio quotidiano preferito. Mangio e apprezzo dieversi tipi di pizza, in locali diversi. Bevo indiscriminatamente, evitando gli alcolici cremosi. Non sono capace neanche di dire se preferisco la Coca Cola alla Pepsi. Ho seguito questa stagione del Bari, un po’ per avere argomenti di conversazione jolli, un po’ per moda. Seguo qualche blog, apprezzo alcuni giornalisti e mi trovo bene in compagnia di certi amici invece che di altri. Neanche tra le barbie sono riuscita ad eleggere la mia preferita.

Ho fatto una cosa però che, forse, mi ha portato ad esprimere la mia prima preferenza assoluta: ho infilato l’Idolo eterno di Rodin nell’allestimento del museo per l’esame di Progettazione. Mi sa che l’Idolo eterno è la mia opera preferita di Rodin.

(i mal-benpensanti potrebbero dire che l’ho fatto perché sono fondamentalmente una romantica passionale)

Succose novità

•Luglio 12, 2009 • Lascia un Commento

Parlerò di musica insieme a Duni, il mio guru dall’anima cozzala e l’apparenza improbabilmente multicolore, sperando di non sfigurare (o di non far sfigurare lui :p ).

E’ una cosa nuova per me.

In realtà, iniziando a frequentarlo, mi sono resa conto delle enormi lacune musicali che poco si sposano con la mia aspirazione all’eclettismo. Ho sorriso ed ho iniziato a studiare, ho comprato un capiente hard disk in cui ho riversato i film per fare spazio alla musica, ho donato il mio tenerissimo i-pod rosso alla causa, ho dato una seconda chance a suoni che prima avrei ritenuto inascoltabili.

Insomma, adesso so qualcosa di più e scriverò, ogni domenica, qualche parolina a proposito della “mimma”, la canzone che ci ha folgorato durante la settimana.

Prima uscita: Barry White, Just the way you are. La considerazione è d’obbligo:

MA CHE HO STUDIATO A FARE?

(la mimma è online la domenica su quattromaniunatesta )

Objects in mirror are closer than they appear

•Giugno 18, 2009 • 1 Commento

A chiusura di giornata, la schiena spezzata dagli sgabelli del politecnico, le punture di zanzara e il vento umido, di ritorno a casa con la vespa, mi racconto delle storie. La voce fuori campo che lavora nella mia testa tira le somme, fa il punto e, certe volte, arriva a commuovermi manco fosse un bel filmone tiralacrime. Ogni volta mi prometto di scrivere i “pensieri della 100″ (la s.s.) e condividere quelli meno intimi. Tutte le sere sono distratta da qualcosa, stanca o impegnata nell’impaginazione della tavola x o nell’estrusione di una polilinea ribelle.

Quando mi siedo davanti alla tastiera mi resta una frase sola, quella dello specchietto.

Quanto è vera.

alice-through-the-looking-glass

Non ci resta che aspettare

•Giugno 9, 2009 • Lascia un Commento

Alle 11 di oggi ero su via Amendola, inedita senza buche, ferma al “semaforo dell’antitarlo”. Mi sono guardata attorno cercando segni visibili della reazione dei baresi ai risultati per le elezioni amministrative. Nutrivo grandi aspettative  per la mattina del 9 giugno, mi aspettavo di trovare una città nuova, diversa, stancata dai bagordi dei festeggiamenti ma carica di nuova linfa. E credevo di poter leggere l’insoddisfazione negli occhi e nelle teste basse e dondolanti di chi, per molto o poco tempo, con o senza interessi, aveva riposto la sua fiducia nel candidato sbagliato.

Niente di tutto questo: stamattina Bari era tale e quale a venerdi scorso, solo un po’ più pulita ed estiva, leggermente sonnecchiosa, pigra e cafona.

Nei due giorni di seggi aperti ho pensato a chi è entrato nella cabina aprendo l’enorme scheda e mettendo, con un tratto di matita, inconsapevolmente, il segno sul lavoro di (8?6?10?)  mesi. Indelebile e incerto come solo in Nicaragua (tanto l’ha ripetuto Amenduni…) potrebbe essere, quel tratto di matita ci ha tenuti svegli tutta la notte a vegliare dei numeri che non avevano voglia di crescere, di emozionare o stupire. Cullati dal 49 che faceva su e giù, scossi dai trilli continui dei telefoni, intontiti dalle schede quadrate a ogni costo, abbiamo tirato dritto finchè il risultato non si è più mosso in maniera significativa, fermo sotto la zona 50.

Il mare lo rimandiamo di altre due settimane. Non ci resta che aspettarlo facendo qualcosa di utile.

vorrei spendere poche parole

•Giugno 3, 2009 • Lascia un Commento

Il geco che era nel corridoio, proprio di fronte la porta della mia stanza. Neanche un urlo.

La sua coda si muoveva ancora sul santino elettorale che abbiamo usato per raccoglierlo.

Un canditato provinciale Pdl sovraimpresso a figura benedicente di natura simil divina. Potrei intitolare questo post: IL PRIMO MIRACOLO DI BERLUSCONI.

questione di punti di vista, o di politica, ma ci vuol sempre la pratica

•Maggio 29, 2009 • Lascia un Commento

ed io sono dotata di scarsa abilità sintetica.

la perfezione

•Maggio 17, 2009 • Lascia un Commento

Una bottiglia di vino rosso al mirto in uno dei locali preferiti, alzare lo sguardo e trovare i tuoi stessi sogni riflessi negli occhi di chi è seduto dall’altro lato del tavolo e incrocia il tuo bicchiere.

Triggianesi alla provincia. La provincia che cerca di rifarsi e il paese che resta paese: 1

•Maggio 13, 2009 • Lascia un Commento

Idv

- scusi, gentile signore dalla corporatura da euroliberale e ghigno da ricottaro, effettivamente candidato alla provincia per Idv, mi scusi lei, che sorride da quei manifesti con la sua aria piacente tra le bandiere che sventolano un simbolo che mai identificherò e riconoscerò, si proprio lei, in polo pateticamente pastello. Ma qui un tempo non c’era la sezione cittadina di rifondazione comunista?

- certo, signorina, le rispondo allargando le braccia e sorridendo in sua direzione, che se io sono l’ennesino candidato alla provincia, l’ennesimo riciclo di un sistema politico perfettamente oliato che mette in scena gli stessi personaggi da decenni, cambiando i costumi ma non le trame, lei è una finta ingenua. Certo, signorina, ma non lo sa che la rifondazione comunista non esiste più?

Geniale

•Aprile 27, 2009 • 1 Commento

ho chiesto ad iTunes di creare una playlist con Genius partendo da Paris is burning (Ladyhawke, no, non ascolto robe solo mie, ho lo spacciatore di fiducia). Genius ha preso 25 brani dalla mia libreria secondo un criterio che mi è ancora ignoto e li ha messi insieme. Lo scopo del post è, dopo attenta lettura della lista dei brani: A complimentarsi con Mursie per la bella musica che ascolta, B capire il criterio utilizzato da quel genio di Genius per la creazione della scaletta.

My Dorbell, White Stripes. No surprises, Radiohead. Life in technicolor Coldplay. I feel just like a child Devendra Banhart. Don’t stop me now, Queen. Personal Jesus, Depeche Mode. Son of a Preacher Man, Dusty Springfield. Polly, Nirvana. Whit my own two hands, Ben Harper. Fake plastic Trees, Radiohead. Summertime, Janis Joplin. Please Mr. Postman, Carpenters. Jolene, White Stripes. She’s always a woman, Billy Joel. Right as Rain, Adele. What’s a girl to do?, Bat for Lashes. Dirty Boots, Sonic Youth. All oround the world, Oasis. Rainbowarriors, CocoRosie. Whistle for the Choir, Fratellis. White Winter Hymnal, Fleet Foxes. It’s amazing, JEM. Blue Orchid, White Stripes, Fools Gold, Stone Roses.

Può darsi che a Genius siano molto piaciuti i White St (sopratutto in get behind me satan, e potrei essere d’accordo con Genius p). Può anche darsi che gli piacciano i Radiohead (che tra OK Computer e The Bends mi sa che delude il mio spacciatore di musica)…

Ma gli Stone Roses e Dusty Springfield, insieme, in una compila, li avreste mai messi? Sarà un po’ barocco, sto Genius, figlio di iTunes.

una, nessuna, centomila

•Aprile 24, 2009 • Lascia un Commento

Si soprese di quante definizioni potessero essere date di una stessa giovane donna.

Stronzetta, strana, imbecille.

Ci stava la prima, per carità. Non era mai stata una tipa dolce, anzi. Se c’era da freddare,  sapeva farlo nel peggiore dei modi. Abilissima nel creare risposte che avrebbero reso antipatico persino il Papa (ops, ma il Papa è antipatico!).

La seconda ci stava meglio della prima. Una che indossa un maglione verde smeraldo da uomo confezionato a metà anni 80 tre taglie più grande, borsa e scarpe gialle e il borsalino appartenuto al nonno, certo non la si  ferma per strada per apprezzare il suo stile e la sua normalità “signorina, sa che le dico? lei è davvero una ragazza elegante” (che poi, chi la stabilisce la normalità ancora non l’ho capito).

Ma quella parola lì, la terza, proprio dovevano spiegargliela. Imbecille? A chi? Ma come caspita si erano permessi. Và a vedere che il genio che l’aveva detto era magri un disadattato, maniaco di auto e/o moto, magari anche palestrato e Juventino, elettore di Trimeone o, nella migliore delle ipotesi, non votante perchè non cittadino barese (che la cittadinanza nella sua testa di strana imbecille aveva lo stesso valore che aveva a Roma antica, civis romanus sum, tiè).

Decise di non pensarci mentre cercava disperatamente di annullare il volo Bologna-Bari che aveva prenotato per sbaglio.

ricordi? la primavera con te

•Aprile 15, 2009 • 2 Commenti

La prima volta che ci siamo incontrate non siamo andate subito d’accordo, le nostre passeggiate timide, i tuoi primi passi. I semafori e la rotonda di via Moro, quella con la fontana. Quanti ricordi alla rotonda? Mi hai fatto vedere il mondo da prospettive diverse: dal basso, dall’asfalto. E ricordi quando andammo a Capurso insieme? C’era anche un mio amico con noi, non gli stavi simpatico. Forse è per quello che litigammo con il signore che guidava la micra grigia, quel cattivone: io in ospedale tu in gita dal signor Glorioso. La prima volta che chiaccherammo con i carabinieri, era quasi estate, faceva caldo, tornavamo dalla spiaggia, i miei capelli rossi bagnati e tu, sempre perfetta nonostante i segni del tempo passato con me. E la scuola insieme, i filoni, le fughe al mare, tu io e Nica, il giorno che ti presentai Lucia, la mia sorellina o quando mamma e papà ti portarono in giro per la Puglia che non conoscevi ancora. Quella sera tornasti con la pelle graffiata, la tua bella pelle profumata.

Ieri sono tornata a casa e non eri lì. Con chi te la fai adesso? Puttana. Con qualche bel giovanotto del CEP? Ti sei tinta? Ti sei fatta nera? Io non ti cerco e non cercarmi neanche tu.

Ti rimpiazzerò con una PX d’epoca.

ciao vespina, eravamo fighe insieme.

sarà stato ad ottobre, o giù di lì

•Aprile 7, 2009 • Lascia un Commento

I don’t like the things you don’t say
Leaving it for such a long long time
Why do you show me those sad sad eyes
Each time you decide to pass on by

And when you smile those sad eyes
Look sadder and sadder still

Autumns you know sad eyes
Makes me laugh and laugh and more
I’ll have a bath or make the dinner and then I’ll go wait for a long long time
But still you haven’t passed my door

And when you smile those sad eyes
Look sadder and sadder still

I can tell that you’re lonely
But it seems now
There’s nothing you want me to do
So I won’t try to take the sadness from those eyes that I love
Leave it open for someone else to

And when you smile those sad eyes
Look sadder and sadder still

Trying to hold it together
Keep my love as light as a feather
Sad eyes baby it’s been such a long time
Keep my heart breaking in the dark
Come and spend the day

Trying to hold it together
Keep my love as light as a feather
Sad eyes baby it’s been such a long time
Keep my heart breaking in the dark
Come and spend the day

Era in una compilation, se non è così, l’ho inventato, ho crireato nella mia testa l’immagine di una compilation ricevuta mesi fa. Tanti mesi fa.

sei

Scrivere se va tutto bene, scrivere se qualcosa va male, scrivere, in ogni caso, se va.

•Aprile 4, 2009 • 1 Commento

Il punto, io, me, adesso sabato 4 aprile 2009, in un momento di strana e apparente calma.

Mi è tornata voglia di scrivere, nelle ultime settimane avevo avuto un calo, ho linkato qualcosa, pubblicato foto ma scritto poco. Sarà che scrivo altrove, che tutto quello che ho da dire (il meglio di quello che ho da dire) è dedicato ad una persona sola, sarà che sto scoprendo un piacere inedito nella mia attività principale al momento: l’architettura, o il suo studio.

Seppur ancora convinta che non sarò mai architetto (non progetterò mai un arredamento d’interni, mai una palazzina, mai il restauro di un appartamento, mai mai mai una chiesa, mai l’esecutivo di un quartiere di espansione) di quelli che infestano i tessuti distruggendoli, che invadono le nuove lottizzazioni mettendo su puri orrori degni degli anni novanta e degli zero, seppur convinta di questo, sto nuovamente provando gioia nei lavori di gruppo con le mie colleghe (pardon, Luca), nelle consegne estenuanti, nelle revisioni che non arrivano mai, nella produzione di disegni su disegni che verranno, immancabilmente, segnati dalla matita pastosa dei docenti, archistar o filosofi, puri teorici o tecnici. Sto imparando, quest’anno, più che in passato. Ho la fortuna di seguire i corsi (ed essere seguita) di uomini che stimo per motivi diversi, ed è rarissimo nella mia facoltà, messa su da sognatori (leggi invasati) con la mania per i blocchi di pietra e per Ledoux (rabbrividisco).

Sta crescendo la mia coscienza politica, di cittadina attiva e consapevole, curiosa e critica. Vivo in una casa (semifascista) in cui non esistono censure e la mia “diversità” è accolta volentieri, spesso miccia per confronti aspri, mai incazzati, mai a senso unico. Sta crescendo sopratutto grazie a Emilab, ai ragazzi che ci lavorano ogni giorno che ormai sento di poter definire amici, a Dino che, da quando ci siamo conosciuti (e messi insieme, ma è un’altra storia), è il miglior compagno di chiaccherate. E se la prenderà per averlo definito compagno. 

La magia di questo è che lo studio dell’urbanistica e l’attività politica vanno insieme alla grande, crescono di pari passo e stanno creando in me il girino del mostro che spero di diventare.

Eccomi, oggi, 4 aprile: sicura di me, soddisfatta, innamorata e consapevole di dover ringraziare il signor D, senza non sarei niente.

oh, ma sei de coccio! (una sera a teatro, turandot)

•Marzo 31, 2009 • Lascia un Commento

una sera a teatro: incontri

otto marzo duemilaotto

•Marzo 31, 2009 • Lascia un Commento

In un mondo in cui le top five del lunedi vengono pubblicate il martedi, le mail mattutine sono scritte di notte e i regali di natale si scartano sempre tranne che a natale. I tempi sono relativi, vuoi mettere con il contenuto?

Era caldo il sole, dolce il martini con ghiaccio, fragranti sotto le dita le pagine dei giornali (noi, giovani intellettualoidi con i quotidiani sotto il braccio), morbidi i corpi sulle poltroncine di vimini, confuse le voci attorno. In una bolla di niente alla fragranza di acqua di giò misto miss dior cherie parlavamo parlavamo parlavamo. Nessuno avrebbe potuto indovinare di cosa e ci piacerà tenerlo per noi, quello che stavamo dicendoci l’otto marzo duemilaotto. Che, questo i più attenti lo sanno, erano cinque mesi che parlavamo il signor d ed io, mica ci si stanca così facilmente di parlare, due così non si stancano mai.

In un mondo in cui i tempi sono relativi, cinque mesi così non li avevo ancora mai vissuti.

sono una drogata

•Marzo 21, 2009 • 1 Commento

Confesso, mi drogo quotidianamente.
Vero, più volte al giorno.
Sono seria, non riesco più a farne a meno.
Astinenza, crisi, paura, ansia.
Un pensiero cupo, voglio urlare. Riesco a malapena a trattenere i conati.
Una dose, sto meglio. Torno a vivere.
L’apnea tra una dose è l’altra potrebbe diventare insostenibile.
Ho il compito di trattenere il fiato e stare bene.

Della mia droga, voglio essere droga io stessa.

In due, Noi, interdipendenti. Finalmente veri. C’è lui, nessun errore è permesso, nessuna leggerezza.

verso mete altissime (cit. un uomo più saggio di me)

..e ridere

•Marzo 15, 2009 • 4 Commenti

qua la vita a paperopoli è un gran ballo /corri voli in aeroplano ma che sballo/storie di paperi/ma che bei paperi / duck tales, whoo hoo, ogni giorni c’è una nuova storia, whoo hoo / misteriosa paperosa, duck tales / fai attenzione c’è qualcuno alle spalle che ti spia non avere paura sono duck tales, whoo hoo / personaggi strabilianti, duck tales, whoo hoo / grandi storie divertenti, duck tales / le favole più belle sono duck tales, whoo hoo.

Buongiorno Tizià

•Marzo 15, 2009 • 2 Commenti

Per fregare gli impegni e le giornate pesanti, il signor d ed io facciamo spesso insieme la strada che ci porta all’università e a lavoro. In macchina del signor d, dopo il disordine (cartoline di compriamola, bustine per i cd, cd sotto i tappetini, scontrini, polverepolverepolvere), l’altra costante è la radio accesa. Di giorno deejay, di notte Radio Uno (la buonanotte di Costanzo non ha prezzo). Ebbene, l’altra mattina hanno passato “il regalo più grande” di Tiziano Ferro. Amici, lettori, bloggers, conoscenti non ci crederete: il signor d* la conosce a memoria. Per non farlo sentire da meno, la sto imparando anche io e mi sono trovata di fronte a uno dei testi più banali che abbia mai letto, neanche MarccoCCartta (ccappitto?) è capace di tanto.

*Spero che il signor d non perda autorevolezza in campo musicale, dopo questo outing.

Voglio farti un regalo qui somiglia spaventosamente a vasco rossi
qualcosa di dolce qualcosa di raro
non un comune regalo
di quelli che hai perso o mai aperto 
o lasciato in treno o mai accettato
di quelli che apri e poi piangi ?!boh
che sei contenta e non fingi
e in questo giorno di metà settembre bene, siamo salvi, altra canzone stagionale, possiamo passarla in radio solo tra il 14 e il 17 settembre?
ti dedicherò…
il regalo mio più grande

Vorrei donare il tuo sorriso alla luna perché
di notte chi la guarda possa pensare a te che poesia
per ricordarti che il mio amore è importante
che non importa ciò che dice la gente perché
tu mi ha protetto con la tua gelosia che anche
che molto stanco
il tuo sorriso non andava via !!!!
devo partire però se ho nel cuore la tua presenza
è sempre arrivo e mai partenza
il regalo mio più grande…

(…)

E se arrivasse ora la fine che sia in un burrone positivo il ragazzo
Non per volermi odiare solo per voler volare !!!
e se ti nega tutto questa estrema agonia quale agonia? scusa, mi sono persa un passaggio
e se ti nega anche la vita respira la mia

E stavo attento a non amare prima di incontrarti
e confondevo la mia vita con quella degli altri sò problemi
non voglio farmi più del male adesso e quindi?
amore…amore

Vorrei donare il tuo sorriso alla luna perché
di notte chi la guarda possa pensare a te
per ricordarti che il mio amore è importante
che non importa ciò che dice la gente e poi
amore dato, amore preso, amore mai reso
amore grande come il tempo che non si è arreso ottima rima
amore che mi parla coi tuoi occhi qui di fronte
e sei tu…

in Arabia Saudita succede anche questo

•Marzo 12, 2009 • Lascia un Commento

sapete che esiste una Commissione per la propaganda della virtù e la prevenzione del vizio?

(collegamento diretto al precedente post)

Contratti, amore, relazioni.

•Marzo 12, 2009 • Lascia un Commento

CARO ECONOMISTA

Tim Harford risponde alle domande dei lettori del Financial Times

Io e il mio compagno stiamo insieme da cinque anni, abbiamo un figlio e vorremmo fare altri bambini. Ho un buono stipendio, ma lui guadagna più di me. Siamo tutti e due sui trent’anni e ho paura che dopo tre bambini e 10 anni insieme, lui scappi con una più giovane. Dovrei sposarlo? – C.M., Francia

(…) La cosa migliore è sposarlo: questo contratto, nella maggior parte delle giurisdizioni, ti protegge da alcuni compoprtamenti. Non puoi impedire che ti lasci, ma puoi fare in modo che questa sia per lui una scelta molto costosa.

Non mi spaventa la risposta dell’economista, assolutamente. Il cinismo, la razionalità gli appartengono. E’ la domanda della lettrice ad avere, seriamente, minato la mia serenità mattutina. Cavoli, sei una donna, una mamma, stai vivendo una relazione stabile, state programmando, tu e il tuo compagno, di mettere al mondo un altro essere umano. Come puoi pensare al matrimonio come tutela nel caso il tuo uomo dovesse (a questo punto giustamente) pensare di lasciare te e la prole?

So di non vivere nella Valle della Contentezza, a due passi dai Boschi delle Fate, superata da seconda stella a destra. Potete dirmi che l’amore eterno non esiste, l’anima gemella è una leggenda, i matrimoni, appunto, sono dei contratti che si stipulano tra due persone, meglio se di sesso opposto.

Ma non ditemelo in una splendida mattina di Marzo, con le bollicine nell’aria e il primo sole caldo.